Corsi e ricorsi….

Gennaro Nobile Nuovo articolo della particolare sezione del sito di AversaTurismo dedicata a racconti irriverenti e pungenti sulla città di Aversa, a cura del nostro socio, nonchè Vice Presidente, Gennaro Nobile. Speriamo che tali racconti possano strapparvi un sorriso ed allo stesso tempo farvi riflettere su tematiche importanti riguardanti il nostro territorio spesso bistrattato dagli stessi suoi abitanti.

L’emigrazione di popoli scandinavi dal nord Europa, avvenuto dopo la caduta dell’impero di Carlo Magno, si divise in tre grossi rami. Uno di carattere essenzialmente esplorativo, verso l’Islanda e la Groenlandia fino ad arrivare intorno al 950 d.c. alla scoperta del continente americano. Uno approdato in Normandia, si spostò in Italia meridionale, dando luogo alla costituzione di un vero e proprio regno solidamente amministrato, ed un altro attraversando i territori dell’ex Unione Sovietica, si spinse fino al mar Nero.

Il territorio occupato da questo ultimo, attualmente oggi è conosciuto come Ucraina ed è stata la patria dei cosacchi, famosi e valorosi cavalieri impiegati in tante battaglie.
Il popolo che colonizzò quella zona era quello dei Variaghi,di cui da una ventina d’anni, per Aversa circolano delle degne rappresentanti del gentil sesso conosciute meglio come “Ucraine”.

Il lavoro,che da loro manca ancora più che da noi,le porta a svolgere mansioni come badanti e donne delle pulizie, mentre le più carine stanno dietro al banco del caffè in molti bar. Lavori che le nostre concittadine hanno snobbato, lasciando il fianco scoperto ad una concorrenza tutta femminile, poiché a sentir loro: ”Se song ficcat ‘e sicch e se so’ piazzate ‘e chiatt” in maniera poco leale, sfasciando per giunta le famiglie nostrane.

Morale della favola , ad Aversa si sono ricongiunti i due rami normanni: quello degli abitanti aversani e quello di origini variaghe. Ma non solo come dicevamo prima, a livello nazionale di popolo, ma anche fisico nel gergo più naturale che si possa immaginare, in quanto le grazie di queste “Variaghe” non sono sfuggite ad alcuni concittadini, senza distinzione di ceto,che hanno convolato a nozze il più delle volte in età avanzata, per sfuggire alla solitudine della vedovanza,o perché stanchi di un rapporto competitivo anziché amorevolmente integrativo.

Cosa dovrebbero fare le donne nostrane invidiose di tale, secondo loro, sfacciata concorrenza?

Forse cercare di essere meno interessate economicamente e più naturali, meno calcolatrici ed autarchiche, più spontanee e quindi smetterla di vedere il maschio come un cavallo da corsa su cui scommettere per conseguire il proprio benessere economico e/o sociale, ma come un compagno di vita con cui condividere degli interessi di reciproca crescita; un rapporto più onesto insomma là dove l’oro non s’identifica con i propri genitali, poiché come dice giustamente il mio macellaio, la legge del mercato si è ribaltata, ed era ora, perché: ”A carne se jetta ma ‘o pesce và caro! “.

Forse le “Ucraine” hanno capito ciò e non forzano la mano?

Io per le mie faccende domestiche, il sabato, continuo a chiamare Alina Gennarova ed evito ogni tentazione.

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