L’autrice, la dottoressa Elide Ceragioli, utilizzando linguaggio aulico tipico dei narratori medioevali, che magnificavano le gesta dei loro eroi, ci coinvolge subito attraverso la lettura di questo libro, in un romanzo che sembra per l’immediatezza del racconto, un magnifico film avventuroso.
Pertanto, ci si perdoni, prendendo scherzosamente spunto dal titolo di un famoso film di qualche generazione fa : ” I MAGNIFICI SETTE ” di tutt’altro genere, si potrebbe altresì intitolare questo libro : ” I MAGNIFICI CINQUE” essendo questa oltre che di Rainulfo, anche la storia di cinque magnifici cavalieri che sotto la condanna all’esilio del duca Riccardo Il di Normandia, si trovano a dover percorrere in fuga, lungo la via francigena, il suolo italico tra mille peripezie e pericoli.
Non tanto un libro quindi, ma per la sapiente descrizione della dinamica degli avvenimenti, delle situazioni e della psicologia dei personaggi, ci sembra un film avvincente che fornito di un robusto contenuto romanzato, non manca neanche di numerosi riferimenti storici a piè pagina, realmente accaduti e che rendono ancora più realistico il contesto del racconto.
Il lettore rimane affascinato ed avvinghiato a questo libro che si lascia scorrere così facilmente al punto tale da sembrare di stare dietro ad una macchina da presa accanto ad un regista di rara competenza e bravura. Ma d’altro canto che cos’è un bravo scrittore se non un regista capace di vedere tutto nella sua mente allo stesso tempo ? Sceneggiatura, scenografia, costumi, tipo di recitazione etc..etc.. Se ne potrebbe tirare fuori uno splendido film medioevale una volta tanto non straniero.
I profumi e gli odori della campagna normanna , addirittura si direbbe il rumore degli zoccoli dei cavalli, l’umanità dei personaggi, l’atmosfera di calda ospitalità nonchè odorosa degli arrosti casalinghi e perfino la soffice spuma della birra sembrano prendere corpo.
Il tutto si sviluppa su di uno sfondo spirituale e religioso tipicamente medioevale presente in ogni momento così come sono sempre presenti i valori umani di onore e lealtà che la famiglia Drengot esprime.
Nulla sfugge all’ acuta osservazione del “regista”, tutto si percepisce nei minimi particolari, immergendoci nell’atmosfera di quei luoghi e nei pensieri più intimi dei nostri protagonisti.
La figura di Rainulfo lungo il romanzo si delinea sempre più nettamente mettendo in evidenza il suo carattere forte, risoluto e riflessivo pronto a cogliere l’occasione e di cui oggi, noi nei suoi panni di mercenario in fuga, che si doveva destreggiare tra vari signorotti, possiamo comprenderne meglio le ragioni di stato.
Il suo merito è quello di aver fatto da apripista alla civiltà normanna che ha dato lustro al nostro meridione e quindi dunque: VITTORIA PER I DRENGOT!

