Chiesa di San Nicola

La Parrocchia di S. Nicola comprendeva la parte sud-ovest della città. La chiesa esisteva già nel 1132, in quanto nel noto codice di s. Biagio viene riportato un atto notarile in cui firma come testimone Aldoi¬nus cappellanus santi Nicolay Aversae.
Un Aversanus, presbiter ecclesie Sancti Nicolai si trova registrato tra i firmatari di un atto di donazio¬ne al monastero di S. Biagio nel 1143.
La parrocchia si estendeva anche fuori dalle mura della città in quanto in un atto del 1174, con il quale «Gualtiero Gramatico e sua moglie Landelaita vendono alla congregatio di S. Paolo, per trenta tarì di Amalfi, la terza parte di una casa e di un orto, fuori porta S. Nicola», si legge: […] integram terciam partem, […] esse videtur in parrochia que dicitur Sancti Nicolai de eadem Aversana civitate, scilicet extra portam que vocatur Sancti Nicolai. […].

Il restauro della chiesa, dopo il terremoto del 1980, oltre ad alcune monofore che che furono riportate in luce, scoprì un affresco e alcune tracce dell’incendio che dovette colpire la chiesa nel sacco di Aversa del 1135.

Lo stemma degli Angioni certifica che al recupero del sacro edificio provvide, probabilmente, Carlo I d’Angiò nel 1266 mentre si ricorda che Roberto d’Évreux detto Roberto il Danese, dal 990 al 1037 (quindi era il Vescovo della famiglia Drengot) fu politico e vescovo normanno di Rouen.
Ebbene lo stemma della diocesi di Rouen era proprio
rouenGuardando lo stemma di allora della diocesi di Rouen, e contrariamente a quanto fin’ora asserito, quindi, si può supporre che i gigli che troviamo nell’incrocio della seconda volta a crociera nonché l’agnello rappresentato al centro della prima volta possono verosimilmente discendere dai simboli propri della diocesi di Rouen, cui i nostri Normanni appartenevano.
Circa l’epoca di erezione della chiesa bisogna considerare che la Basilica di S. Nicola a Bari fu costruita durante la dominazione normanna dopo che le reliquie di San Nicola, traslate, in parte, da sessantadue marinai baresi dalla città di Myra, in Licia, giunsero a Bari il 9 maggio 1087.

La “contaminazione” del culto di S. Nicola poté essere, quindi, veloce nella normanna Aversa e determinare la costruzione della chiesa a Lui dedicata, come al solito su quelle che erano le “vecchie” mura della (seconda) cerchia che risultava a quell’epoca già inclusa nella cerchia che verrà parzialmente abbattuta e ricostruita nel 1135 da Ruggero II di Sicilia. Insomma, la chiesa dovette vedere la sua edificazione tra la fine dell’XI Secolo e l’inizio del XII allorché Conte di Aversa e Principe di Capua era Riccardo II, figlio di Giordano.

All’interno, oltre all’affresco riportato in luce dopo il 1980, sono presenti numerosi reperti di epoche varie nonché, sull’altare maggiore, un crocifisso ligneo databile XIII Secolo tra i più belli tra quelli pur numerosi presenti nelle chiese aversane.

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