Carditello: un bene non più “negato”

Sergio D'Ottone

Come tutti sanno giovedì 9 gennaio 2013 la Reggia di Carditello, sotto sequestro giudiziario e finita in vendita all’asta, è tornata, finalmente, nella disponibilità dello Stato, dopo tante attese e polemiche.
La SGA ( Società di recupero crediti), che vantava crediti nei confronti del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, ha acquistato per 11 milioni e mezzo di euro la famosa  tenuta borbonica sita nel comune di San Tammaro (CE), per poi cederla, con apposita procedura, al Ministero dei Beni Culturali guidato da Massimo Bray. Dopo appena due giorni, sabato 11 gennaio, il Ministro  era a Carditello per ufficializzare e festeggiare la rinascita del Real Sito ma anche  per rendere omaggio alla memoria di Tommaso Cestrone, l’ausiliario giudiziario che, con il suo eccezionale volontariato, per anni ha dato dignità ed amore al complesso borbonico.

Anche il Touring Club Italiano, in una dichiarazione del Presidente Franco Iseppi, ha espresso il proprio apprezzamento per l’acquisto da parte dello Stato della proprietà del Real Sito di Carditello, sposando pienamente l’idea della Fondazione lanciata dal Ministero dei Beni  e delle Attività Culturali e dichiarandosi disponibile a dare il proprio contributo. In vista della futura apertura  – ha dichiarato Iseppi – il Touring si mette a disposizione da subito con i propri Volontari per il Patrimonio Culturale, per garantire l’accessibilità e l’accoglienza al pubblico della Reggia Borbonica di San Tammaro, nell’ambito dell’iniziativa” Aperti per Voi”.

La Reggia di Carditello è un sito particolarmente caro al Touring Club Italiano che, già anni fa, lanciò l’allarme sul degrado del luogo e sul rischio che il meccanismo delle aste giudiziarie potesse permettere acquisizioni improprie. Un interesse sottolineato, in modo particolare, con un apposito convegno  “Carditello: un esempio di Bene culturale violato e negato”, tenutosi a Capua l’ 8 marzo dell’anno scorso, fortemente voluto, soprattutto, dal sottoscritto.

In quella sede tenni la seguente relazione, che presentava ed illustrava  le finalità del convegno: oggi , dopo circa un anno, alla luce di quanto è accaduto, mi sembra abbastanza attuale.

“ L’impegno del Touring Club Italiano in Terra di Lavoro ed in Campania” – Relazione del  dott. Sergio D’Ottone, Console per Aversa e Coordinatore Regionale dei  Fiduciari  Aziendali  Volontari  della  Regione Campania.                               

 A volte un rifiuto,certamente non gradito, può trasformarsi in una grande opportunità,soprattutto dal punto di vista mediatico,come il Convegno a cui stiamo partecipando. A fine agosto dello scorso anno  –  nella mia  veste di Console per Aversa e di Coordinatore per la Campania dei Fiduciari Aziendali – avanzai una proposta molto impegnativa,che,per la verità, maturavo da tempo: organizzare nel 2013  presso il Real Sito di Carditello – da me conosciuto sin dal lontano 1979 quando era prestigiosa sede del Museo dell’Agricoltura Meridionale –  una tappa della Penisola del Tesoro ,che costituisce una delle più importanti manifestazioni a carattere nazionale  del Touring Club Italiano. L’Evento avrebbe avuto un duplice effetto: offrire a molti soci  della nostra Associazione  la possibilità di conoscere da vicino uno dei più bei monumenti storico-artistici del territorio casertano, e, nel contempo,   richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica,attraverso una testimonianza turistico-culturale di rilievo, sullo stato di degrado del sito. La mia proposta venne condivisa subito dai colleghi consoli della Campania ed in particolare da Annamaria Troili,Console per Capua,da sempre in prima fila per promuovere,soprattutto con apposite visite guidate, le bellezze del territorio casertano tra cui appunto la Reggia di Carditello.Successivamente la mia proposta venne accolta dai vertici del Touring Club Italiano,che ormai da anni seguono le vicende dello “sfortunato” sito borbonico,come dimostrano i numerosi interventi  sul nostro sito web e su “Touring”, la nostra rivista mensile riservata ai soci ..A tal proposito desidero ringraziare il nostro Presidente Prof.Franco Iseppi,che questa mattina ci onora con la sua presenza e con la sua testimonianza,per l’attenzione dedicata ,da subito,al nostro progetto.

Bisognava passare però dalle parole ai fatti: l’accesso al Real Sito di Carditello non era cosa semplice. Bisognava chiedere autorizzazione al Giudice Esecutore del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere,poiché,come ormai molti sanno, sono in atto  periodiche aste giudiziarie per ripianare ingenti esposizioni creditizie accumulate negli anni dal Consorzio di Bonifica del Basso Volturno,proprietario del Bene.La Presidenza del Touring Club Italiano avanzò nei tempi previsti formale istanza agli Organi preposti ,ricevendo con notevole ritardo,quando la macchina organizzativa interna della Penisola del Tesoro era comunque partita,un inaspettato rifiuto d’accesso “ in considerazione delle attuali,precarie condizioni dell’immobile”.

Alla decisione del Giudice esecutore i vertici del TCI ed il Corpo Consolare della Campania,guidato dall’Avvocato Amedeo Tarsia in Curia,già Vice Presidente del Touring Club Italiano dal 2001 al 2010,hanno deciso di rispondere a questo rifiuto in modo propositivo con un contro evento: una non-tappa della Penisola del Tesoro,dedicata appunto al Real Sito di Carditello, quale ”caso esemplare di incuria e sperpero di risorse che ha permesso il saccheggio di un bene culturale prezioso fino ad una possibile svendita tramite asta”. Non a caso si è deciso  di intitolare questo convegno  “Carditello: un esempio di bene culturale violato e negato”. In Terra di Lavoro,come del resto in tutta la Campania, di beni culturali violati e negati ce ne sono moltissimi,noti e meno noti: il Real Sito  di Carditello li rappresenta tutti. Forse qualcuno,prima o poi,dovrebbe dedicarsi o meglio dovrebbe promuovere una catalogazione approfondita dei numerosi siti storico-monumentali della Campania in generale e del nostro territorio in particolare che sono negati costantemente alla fruizione dei visitatori,soprattutto per motivi di sicurezza o – come  è stato scritto ufficialmente per Carditello – “ in considerazione delle precarie condizioni degli immobili”. Nel frattempo gli stessi siti, chiusi “ufficialmente” al pubblico, vengono costantemente oltraggiati,vandalizzati,saccheggiati, depauperati. Quindi,se è vero che non sono “in stato di sicurezza” per accogliere eventuali visitatori,non sono nemmeno “ in stato di  sicurezza” per respingere attacchi oltraggiosi di visitatori non autorizzati e non graditi. Ad Aversa,città che solo da alcuni anni- grazie anche   ad un’incisiva e costante azione di sensibilizzazione  del Touring Club Italiano – si è accorta di avere grandi potenzialità turistiche-culturali  soprattutto per il  suo  immenso patrimonio  storico-monumentale,abbiamo molti casi di siti in degrado che gli addetti ai lavori,ma  anche un’opinione pubblica ormai molto sensibile conosce bene: il Complesso della Maddalena,il Complesso del Carmine,il Sedile di San Luigi ,il Complesso di San Domenico,l’ex chiesa,ormai rudere,in zona Cappuccini etc. In una simpatica e mite serata dell’ottobre scorso l’Associazione turistico-culturale Aversaturismo  – con il patrocinio del Touring Club Italiano e del Comune di Aversa – organizzò una visita guidata “ sui generis” “ Alla scoperta di un’Aversa violata e negata” per mettere in evidenza la situazione di disagio di molti siti culturali nella città di origini normanne. In questa sede la Prof.ssa Giuliana Andreozzi,socia sia del TCI che di Aversaturismo,dedicherà a questo argomento un suo brevissimo intervento.

Nell’ambito della nostra Associazione,questo Convegno parte,dunque, da lontano,così come da lontano parte l’impegno di noi consoli del Touring Club Italiano in una regione come la Campania che,nell’ambito del turismo culturale,presenta meravigliose eccellenze ma anche  emergenze praticamente quotidiane. Basti pensare alla “mitica” Pompei,che dopo aver subito,per cause naturali,l’oltraggio di un’eruzione vulcanica,continua a subire ai giorni nostri ,l’oltraggio dell’incuria ,solo per inconfutabili e scandalose negligenze umane. Coordinati dal nostro Console Regionale Avv.Amedeo Tarsia in Curia,noi consoli della Campania abbiamo conosciuto ed abbiamo fatto conoscere ai nostri soci ed all’opinione pubblica autentici gioielli storici,artistici e monumentali della nostra regione,ma anche tante realtà culturali in degrado,dimenticate ed oltraggiate.In questo  modo il TCI ,facendo costante riferimento al  proprio statuto,ma soprattutto alla propria mission ,nata nel 1894 ma sempre molto attuale(turismo,cultura,ambiente), frutto di un volontariato puro e disinteressato,,ha fatto sentire sempre la propria presenza sul territorio,con toni pacati ma decisi, anche quando molti preferivano discettare nel chiuso asettico di ambienti ristretti e/o  di sterili conferenze per pochi intimi.

Molti conoscono e stimano  il Touring Club Italiano  soprattutto per le sue bellissime e documentate pubblicazioni,che spesso – come si usa dire con una espressione giurisprudenziale- “ fanno testo”: mi riferisco in particolare alle “mitiche” Guide Rosse. A tal proposito desidero ricordare ,in questa sede,con un pizzico di orgoglio e di soddisfazione,che a giorni vedrà la luce ,finalmente,la nostra Guida Verde dedicata a Caserta ed al suo territorio,fortemente voluta da noi Consoli del Casertano,non mancando di ringraziare,affettuosamente,la Prof.ssa Jolanda Capriglione,per la sua autorevole e profonda supervisione. Il Touring Club Italiano,invece,attraverso una capillare rete di Volontari – Consoli,Fiduciari Aziendali,Soci Attivi – testimonia ,costantemente e quotidianamente, la propria presenza in ogni angolo della nostra Penisola,dove c’è un “tesoro  diffuso”che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere morale di difendere,tutelare e conservare alle future generazioni. Ed  il Complesso di Carditello,simbolo di tutti i beni culturali violati e negati  del nostro territorio, è per   noi soci del Touring Club Italiano, a pieno titolo, un tesoro che abbiamo il dovere morale di difendere,tutelare e conservare alle future generazioni,vincendo” una pigra indifferenza che ci indebolisce e ci condanna ad essere preda” di malintenzionati,come ha scritto il filosofo Aldo Masullo..Senza dimenticare,tuttavia,che i beni culturali possono contribuire,in maniera determinante,allo sviluppo del turismo e dell’economia di un territorio o addirittura di una regione,con innegabili opportunità di lavoro,soprattutto per tanti giovani,come ha ben sottolineato il nostro Presidente in un’intervista apparsa ieri sul quotidiano IL MATTINO.

Rispondi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.