Sedile di San Luigi

Claudia Becchimanzi Michela Grassi Articolo a cura di Claudia Becchimanzi e Michela Grassi. Importanti poli di riferimento nel tessuto della città normanna,  sin dal XI Secolo, sono i Sedili fondati per decreto dell’imperatore  Enrico VI nel 1195. Unica testimonianza superstite di tale tipo di edificio ad Aversa, il sedile di San Luigi, è in uno stato di totale abbandono.  Il monumento è sito in piazza S. Domenico, a ridosso del primitivo tracciato murario normanno; in seguito all’estinzione delle famiglie nobili tutti i seggi furono riuniti in uno singolo, quello di S. Luigi, abolito con decreto dell’aprile del 1800 da Ferdinando IV che volle punire l’atteggiamento tenuto dagli appartenenti ai seggi  durante l’esilio dei Borbone.

Per quanto riguarda gli altri seggi, alcuni studiosi ne ipotizzanouhb3apq3 l’ubicazione utilizzando testimonianze documentarie: secondo G. Parente infatti  la Confraternita della Pietà donò alla Cappel­la del Monte della Pietà un luogo diruto detto il “Seggitello di Piazza” ove, nel 1542 fu eretta la chiesa di Santa Maria del Popolo[1]; mentre, secondo altre fonti, agli inizi del Settecento esistevano in città due seggi: S. Luigi e S. Antonio. I successivi ampliamenti della cinta muraria snaturarono l’originaria funzione dei seggi ed alcuni di essi furono inglobati in successive edificazioni.

Il Sedile di S. Luigi, posto in corrispondenza di una delle porte della cerchia rainulfiana, era il luogo in cui i nobili del Medioevo si riunivano per discutere ed amministrare la giustizia. Molto probabilmente ai nobili appartenenti al seggio di S. Luigi erano concessi notevoli privilegi. E’ possibile ipotizzare che fra gli appartenenti al seggio fossero “scelte” figure che avrebbero ricoperto importanti cariche amministrative con notevoli ripercussioni sulla vita politica cittadina. Il sedile di S. Luigi, completamente trasformato nel 1692 dai nobili aversani che lo vollero restaurare affinché non si perdesse la memoria degli antichi privilegi delle loro famiglie, conserva dell’originaria articolazione medievale il solo sviluppo planimetrico.  In tale occasione vi fu murata una lapide su cui è possibile leggere: “Enrico VI, imperatore e re di Sicilia, avendo donato i sedili nell’anno 1195 ai suoi baroni e militi, procurò il ricordo delle famiglie illustri della città di Aversa. Essendo andati distrutti quelli per lo più per vetustà, avendo restaurato e riportato ad una forma più elegante solo questo, nell’anno 1692 difesero dall’ingiuria dei tempi il ricordo della loro antichissima nobilità i nobili della medesima città.”

I lavori tardo seicenteschi nell’antico seggio medievale, trasformarono completamente la struttura, sostituendo alle esili colonne medievali, massicci pilastri rivestiti in pietra vesuviana. Esso è adiacente al palazzo dei conti Masòla di Trentola del quale il seggio è parte integrante. Planimetricamente il sedile di S. Luigi appare composto da due vani adiacenti di diversa dimensione con antistante porticato, aperto a sud ed ovest mediante arcate tonde che scaricano sui poderosi pilastri di piperno e coperti con volte a vela ribassate con fasce intradossali di stucco barocche.

Dopo l’abbandono in cui fu lasciato per un lungo periodo, solo nel 1850 fu riparato ed in seguito alla situazione di degrado che si protraeva da molti anni, nel 1912 l’amministrazione comunale approvò all’unanimità la proposta di “serrare lo storico e monumentale seggio di via Plebiscito con un cancello artistico per la difesa dai vandali ma anche per abbellire e custodire un’opera che vanta la città”. La costruzione del cancello fu realizzata dall’Istituto Artistico “S. Lorenzo”.  I lavori furono portati a termine nel 1913. Il sedile di San Luigi presenta un’iconografia simile al sedile di S. Matteo a Sessa Aurunca. Un altro superstite esempio di questa tipologia e a quello di S. Andrea, quest’ultimo ritenuto sinora scomparso ma ancora esistente seppure trasformato perché adibito a nuove funzioni.



[1] Lello Moscia, Aversa tra vie, Piazze e Chiese, LER, 1997

 

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