La torre campanaria del Duomo di Aversa

Veronica PenniniL’attuale Torre Campanaria della Cattedrale di Aversa fu costruita nel 1499 quando, a seguito del terremoto del 1457, l’originale campanile, collocato lateralmente alla cupola del duomo, crollò.
Esterna al complesso della Chiesa, ad essa collegata solo nel 1733 mediante la realizzazione di un ponte, la torre si sviluppa verticalmente per un’altezza complessiva di m. 45,43.

La struttura è ripartita orizzontalmente da cornicioni marcapiano in La torre campanariaquattro ordini o livelli a pianta quadrata ed un ultimo, il coronamento della cella campanaria, a pianta ottagonale. L’opera è stata realizzata con blocchi sagomati di tufo estratto da cave locali, legati da malta a base di calce e pozzolana; a questi si aggiungono diversi materiali di reimpiego: marmi antichi da Atella, otto colonne angolari ed un busto di un uomo con berretto ducale e scettro in mano. Quest’ultimo, rinvenuto durante i lavori di restauro tenutisi tra il 1703 e il 1715, sarebbe riconducibile ad un sepolcro eretto nell’antico duomo e rappresenterebbe un principe normanno. Diverse le ipotesi: secondo alcuni si tratterebbe di Rainulfo, fondatore della città, secondo altri invece raffigurerebbe Asclettino, secondo Conte di Aversa, murato con una lapide su una facciata del campanile del Duomo.

Un basamento di circa un metro di altezza, interamente in pietra calcarea, circonda la scatola muraria del primo ordine, alla quale è inoltre addossato un edificio moderno.

13Unico è il vano di accesso alla torre, ed è ubicato sul fronte nord, delimitato da un portale con stipiti e architrave in pietra calcarea. L’interno della cella al piano terra si presenta come un’aula a pianta quadrata con copertura voltata in parte perforata al fine di ottenere l’accesso ai livelli superiori mediante una scala lignea. Il secondo e terzo livello presentano impalcati lignei a differenza del quarto dove è stato realizzato un solaio con volta a sesto ribassato, come è stato possibile ricostruire mediante la documentazione di rilievo.

Una progressiva e proporzionale rastremazione in altezza contraddistingue le scatole murarie dei livelli superiori, mentre i prospetti del campanile sono caratterizzati dalla presenza di grandi finestre ad arco, una delle quali chiusa per la successiva apposizione dell’orologio. 

L’intervento di restauro, che ha visto impegnati l’Arch. Domenico de Cristofaro, l’Arch. Lucio Mormile e l’Ing. Giovanni Toscano, incaricati dalla Curia Vescovile di Aversa, ha permesso il recupero totale del secolare monumento aversano. L’evidente stato di abbandono e soprattutto di degrado nelle strutture murarie ha richiesto innanzitutto un programma di consolidamento della base fondale: con uno scavo archeologico fino a m. 7 di profondità, appurata l’assenza di edifici e strutture antecedenti, si è potuto realizzare un sistema di micropali collocati lungo il perimetro e collegati fra loro da una trave opportunamente dimensionata. Rinterrate dunque le fondamenta, si è potuto procedere al nuovo staffaggio delle pareti tufacee e consolidare la struttura in elevazione mediante iniezioni di fibre di carbonio, particolarmente indicate nei casi in cui è necessario ripristinare la portanza di elementi verticali senza gravarne il peso. Si è dunque proseguiti con la sarcitura di tutte le lesioni ed eventuale sostituzione di conci di pietra laddove necessario; a questo si è aggiunta la sostituzione di tutte le strutture lignee interne con il consolidamento degli appoggi dei solai con cuscinetti di putrelle in ferro. Il piccolo portoncino in legno è stato sostituito con una cancellata con tondi in ferro pieno e rostra superiore chiusa posteriormente con vetro antisfondamento trasparente; anche a tutte le finestre è stata apposta una parziale chiusura in vetro antinfortunistico con relativa balaustra in acciaio a protezione del pubblico.
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La scala originaria è stata rimossa e sostituita con una nuova, realizzata in acciaio e pedate in legno di castagno, opportunamente dimensionata e disegnata secondo le vigenti normative relative a luoghi pubblici. A tal proposito è stato necessario cambiarne il verso; la posizione originale infatti non consentiva un percorso di visita sicuro.

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La struttura campanaria, anch’essa in legno, è stata consolidata mediante colate di resine dopo aver smontato e ripulito le antiche campane della fonderia Marinelli, alle quali è stato restituito l’originale movimento mediante un moderno sistema elettrico. Infine, è stato effettuato un calco dell’antica statua di  uomo con berretto ducale e scettro in mano collocato in situ, mentre l’originale è conservato presso il Museo Diocesano.
Un’accurata pulizia ed impermeabilizzazione della copertura ottagonale ha inoltre permesso di risolvere il problema delle infiltrazioni.

07Nell’aula del piano terra è stato possibile attuare un progetto di monitoraggio mediante impianti video collocati dalla sommità del campanile fino alla base; una soluzione questa che, da un lato garantisce la necessaria videosorveglianza, dall’altro consente – a quanti ne avessero la necessità – di superare le barriere architettoniche.
Dall’alto della torre straordinario è lo spettacolo che si presenta agli occhi del visitatore: tutta la città di Aversa con le meraviglie legate alla sua millenaria storia e al suo meritevole presente.

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