Il Cavaliere Misterioso

Gennaro Nobile Con questo articolo inauguriamo una particolare sezione del sito di AversaTurismo dedicata a racconti irriverenti e pungenti sulla città di Aversa, a cura del nostro socio, nonchè Vice Presidente, Gennaro Nobile. Speriamo che tali racconti possano strapparvi un sorriso ed allo stesso tempo farvi riflettere su tematiche importanti riguardanti il nostro territorio spesso bistrattato dagli stessi suoi abitanti.

Aversa 20 Febbraio 2012
P.zza Marconi (ex P.zza Mercato)
ORE : 02:30
Temperatura: -4C  ( freddo cane)
CIELO: stellato e sereno

Nicola e Salvatore sono due metronotte che hanno appena finito il primo giro di vigilanza notturna e decidono di effettuare una breve sosta nei pressi della cattedrale di S. Paolo davanti all’ingresso della curia vescovile,per un goccio di caffè caldo preso dal thermos che si sono portati dietro.
Quindi a fari accesi ed auto in moto per tenere il riscaldamento attivo, si fermano quasi all’altezza dell’arco che congiunge il campanile alla chiesa.
Nel silenzio della notte così fredda che neanche un cane si vede in giro, stanno per finire il caffè quando dal lato della strada prospiciente, giunge lo scalpiccio tipico degli zoccoli di un cavallo ed un sommesso nitrito; poco dopo, proprio sotto all’arco si para la figura di un cavaliere normanno con il caratteristico scudo a mandorla, vestito di una cotta a maglie di ferro coperta da una veste arancione riccamente tessuta con motivi araldici ed elmo a cono con paranaso di foggia vichinga, sotto cui escono capelli e barba rossicci.

Le due guardie notturne si guardano sbigottite e nel dubbio annusano il thermos, mentre il cavallo alla vista dei fari accesi, ha uno scarto s’impenna sulle zampe posteriori e nitrisce spaventato.
Il cavaliere tira le redini ed esclama: «Parbleu !Un dragon!»
Sfila la lancia dalla custodia e si prepara alla carica.

Salvatore e Nicola con poco spazio di manovra, poco tempo e soprattutto incuriositi da tutto ciò scendono dalla macchina pistole in pugno, e si riparano dietro agli sportelli aperti dell’auto.
Il cavaliere alla vista dei due umani, arresta la carica e si avvia verso di loro al passo.

Giunto a circa tre lunghezze di lancia proferisce: «Chi siete?»
«Come chi siamo! Siamo due guardie notturne al lavoro! Voi piuttosto così bardato da quale festa di carnevale vi state ritirando?»
«Quale festa? Sono in giro di perlustrazione storica e vengo da un mondo che voi umani non potete neanche immaginare. Vengo dall’aldilà e sono il fondatore di questa contea».

«Rainulfo!»grida Nicola.
«Per l’appunto, dei Drengot di Carreaux, ad est di Rouen.»
«Quale onore,illustrissimo principe», dice Nicola, rispolverando la sua preparazione umanistica, ed il migliore “savoir fair” soppresso per esigenze di sopravvivenza quotidiana con un lavoro di guardia notturna, e subito dopo conciliante: «Stavamo giusto sorseggiando un goccio di caffè, ne volete un po’?S tanotte il freddo si sente e la bevanda è calda!»
«No, grazie, preferirei una tazza di “Grog”, ma penso che non sia conosciuta da voi».
«Infatti»rispondono all’unisono i due.
«Come mai la piazza è così disadorna e deserta?»
«A quest’ora di notte?» sempre insieme nella risposta.
«Ai miei tempi c’erano bivacchi di pellegrini anche di notte, che provenivano dalla terra santa, addirittura solo per pregare, nella prima chiesa arabo-normanna che trovavano sul continente e che ricordava tanto la loro di Cluny in Normandia.»
«Oggi la situazione è molto cambiata», risponde Salvatore.
«Vedo ed in peggio; ma oltre a quello che noto da fuori, dentro la chiesa ora, come si presenta?»
«Nel corso dei secoli si sono sovrapposti diversi stili, ma soprattutto il barocco», dice Nicola, sfoggiando la propria cultura, «ma il deambulatorio, che smaltiva la folla di pellegrini, con gli archi incrociati a costole in pietra è rimasto intatto e la pala marmorea con S.Giorgio ed il drago, fa bella mostra di sé, insieme ad altri reperti…e….»
«Quale S.Giorgio?» Risponde subito Rainulfo, «quello semmai è Sigfrido contro il drago e fa parte delle leggende epiche del nord europa, che simboleggia la eterna lotta tra il bene ed il male!»
«Sssicuro?» osa flebilmente ribattere Nicola, visibilmente intimorito.
«Certo, l’ho commissionata proprio io e non vedo perché la “Chiesa” se ne arroghi la paternità d’ispirazione quando S.Giorgio in altre rappresentazioni è vestito con altra armatura, usa la lancia per uccidere il drago e si trova sopra e non sotto.»
«E’ vero!» risponde Salvatore.
«Poi lo stile della scultura con le sue geniali sproporzioni che solo Picasso oserà proporre secoli dopo, non è tipico della cultura cristiana dove le figure dei santi hanno altri canoni estetici legati in genere, alla proporzionalità della persona.»
«Infine Sigfrido stando sotto, è investito dal sangue del drago che lo renderà invincibile tranne che in un punto sulla schiena; e quindi la rappresentazione ha una sua logica pratica oltre che simbolica in quanto destina al drago e quindi al male,esagerate proporzioni rispetto al bene, cioè al cavaliere che nonostante cio’, coraggiosamente e con fredda determinazione, affonda la lama nel ventre della bestia.»
«Perbacco, quante cose, c’è sempre da imparare» dice Salvatore.
«Ma già che ci siamo possiamo chiedervi, principe, una notizia circa la fondazione di questa contea? Avvenne nel 1022 , nel 1029 o nel 1030?» chiede incuriosito, Nicola.
«Nel 1022 fisicamente, nel 1030 ufficialmente.» risponde paziente Rainulfo.
«Nel 1022 , nella piana di Ponteselice, stavamo piazzando un accampamento con l’intento di stabilirci per fondare un centro abitativo, quando sorpresi da un violento temporale, ci accorgemmo che il terreno era acquitrinoso e quindi decidemmo di venire ad Aversa dove trovammo la prima chiesa di S.Paolo che successivamente fu ampliata e modificata da noi, seguendo canoni architettonici cluniacensi.»
«Quindi nel 2022 dovremmo festeggiare il millennio dalla fondazione?» risponde Salvatore.
«Esattamente, risponde Rainulfo, ma vi dovete cominciare a muovere da ora, perché le cose da fare a quanto vedo sono molte sia sulle strutture che sulle infrastrutture come dite voi oggigiorno.»
«Quando noi costruivavamo i castelli, pensavamo ovviamente anche alle strade, ai granai, alle stalle insomma ai servizi tra i quali non ultimo c’era l’accoglienza della gente.»
«Oggi voi avete esigenze simili ma un po’ diverse; soprattutto di salvaguardare il patrimonio storico che vi abbiamo lasciato ed inoltre di farlo fruttare con un flusso di pellegrini ,pardon di turisti ,tutt’ora inesistente. Orsù muovetevi , cosa aspettate!!?»

Detto ciò, girò il cavallo e passando sotto all’arco sparì come se fosse stato inghiottito da uno “Stargate”. A terra un cumulo di sterco fumante rimase come unico testimone di quel fugace incontro; forse anche il cavallo vi aveva lasciato un messaggio?

Rispondi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.