Domenico Cimarosa, il “cigno” di Aversa

Alessandra D'Ottone

«Anno domini septingesimo quadragesimo nono, die vero decima octava mensis decembris feria V.-D. Feleix Cestarius baptizavi infantem die precedenti, pulsante hora sexta, natum ex legitimis conjugibus Ianuario Cimmarosa, filio Dominici, ambobus hac paraecia, et Anna di Francesca filia Nicolai, cui impositum est nomen Domenicus Nicolaus, quem de sacro baptismatis fonte tenuit Theresia Citarella Obstetrix.»

 Le origini del compositore della Scuola Napoletana, uno dei protagonisti dell’opera del tardo ’700 (in particolare di quella buffa), vanno rintracciate proprio ad Aversa, che diede a Domenico Cimarosa i natali (17 dicembre del 1749). E a conferma delle origini aversane del compositore, il testo di cui sopra, l’atto di nascita custodito presso la parrocchia di S. Audeno, dove Cimarosa ricevette il sacramento del battesimo.

Ma la città normanna accolse il piccolo Domenico solo in tenera età perché, di lì a poco, egli dovette abbandonarla per recarsi con la famiglia a Napoli, dove trovò ospitalità presso la chiesa di S. Severo de’ Padri Conventuali.

Nonostante le difficoltà familiari, il giovane Domenico dimostrò un precoce talento musicale: già a dodici anni fu ammesso a frequentare il Conservatorio della Madonna di Loreto a Napoli, dove studiò con insigni maestri, quali Gennaro Manna, Antonio Sacchini e Fedele Fenaroli.

In pochi anni divenne abile violinista, clavicembalista e organista, nonché un talentoso cantante. Ma per Domenico Cimarosa il debutto ufficiale, come operista, risale al Carnevale del 1772 con la commedia per musica Le stravaganze del conte, al Teatro dei Fiorentini, seguita dalla farsa Le magie di Merlina e Zoroastro.

Ormai secondo organista della Cappella Reale Napoletana, nell’autunno del 1781 Cimarosa fu al Teatro San Samuele di Venezia dove rappresentò con gran successo  Giannina e Bernardone. Su invito della zarina Caterina di Russia, nel 1787, fu poi a Pietroburgo dove assunse l’incarico di musicista di corte. Tornato dalla Russia, alla fine del 1791, fece rappresentare a Vienna, nel Burgtheater, Il matrimonio segreto, su libretto di Giovanni Bertati.

 Ma i tempi poco felici non tardarono ad arrivare per il noto compositore che, essendosi compromesso con la Repubblica partenopea nel 1799, dovette scontare quattro mesi di carcere sotto i Borboni e, una volta libero, andò via da Napoli e visse gli ultimi anni a Venezia. Qui, tra le mura di palazzo Duodo, l’11 gennaio 1801, morì per un’infiammazione intestinale. La natura della sua malattia assecondò l’insorgere di alcune dicerie in virtù delle quali si sosteneva che Cimarosa fosse stato addirittura avvelenato da alcuni sicari inviati dalla regina Maria Carolina: un’inchiesta formale, successivamente, provò la non veridicità di quelle voci.

Fu sepolto nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, sul Canal Grande. Quando, nel 1836, l’edificio fu demolito, le spoglie del compositore andarono disperse.

Fra tutti i compositori napoletani Cimarosa fu quello più legato alla realtà popolare ma, nello stesso tempo, quello che diede alla sua arte lo stile più raffinato e prezioso. Con straordinario genio creò arie e concertati capaci di descrivere le aspettative, i pensieri e gli stati d’animo dei diversi personaggi al punto che, quelli che prima si celavano dietro una maschera buffa e farsesca, divennero uomini con passioni e turbamenti e l’opera buffa si trasformò in una commedia umoristica con accenti d’ironia.

L’opera cimarosiana è stata, in questi ultimi anni, oggetto di riscoperta e rivalutazione da parte di musicologi e musicisti di tutto il mondo. E la città di Aversa non dimentica di aver dato i natali a un personaggio di tale rilievo nel panorama del ’700 internazionale: al ‘cigno di Aversa’ (come lo aveva definito Gaetano Parente, primo sindaco della città, da oltre un secolo punto di riferimento della storiografia aversana).

chk56qu7

In memoria dell’illustre avo, ad Aversa si lavora alla realizzazione di un’insula cimarosiana, per ora in fase di progettazione: questa avrà come riferimento la casa natale di Cimarosa (già in ristrutturazione), sita nella strada che la città  dedicò all’artista, che sarà trasformata in museo e archivio storico-documentario musicale. A pochi passi dalla casa sorge l’omonimo teatro (autentico gioiello, costruito nel 1924) e, a completamento dell’area in questione, è volontà dell’Amministrazione Comunale ubicare in piazza Municipio la celebre scultura che ritrae il compositore (opera di Francesco Jerace) attualmente collocata in piazza Mazzini.

SONY DSCLa figura di Cimarosa, negli ultimi anni oggetto di numerosi lavori di ricerca e di studio, è stata ricordata nel 2001 (in occasione del bicentenario della sua morte) e nel 2009 (in occasione dei 250 anni dalla nascita) con grandi celebrazioni da parte della città natale.

Al nome di Cimarosa si stanno avvicinando anche le realtà economico-imprenditoriali della zona: i turisti più curiosi, visitando la città, potranno gustare l’originale ‘cioccolatino Cimarosa’ e sorseggiare l’ottimo vino Asprinio a lui dedicato.

2 Commenti

Rispondi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.