Chiesa dello Spirito Santo e complesso conventuale

Claudia Becchimanzi Articolo tratto da Osservatorio Cittadino. Il complesso conventuale dello Spirito Santo con annessa chiesa, ubicato a piazza Domenico Cirillo, nonostante le demolizioni dell’inizio del ‘900 occupa una vasta area.
Le mura di questo edificio, nonostante lo stato di abbandono, raccontano una storia molto interessante ed articolata: nel 1562 le Clarisse fondarono il nuovo monastero nei pressi del palazzo vescovile ma, successivamente, si spostarono nella nuova sede che offriva possibilità di ampliamento; nel 1740, infatti, il complesso conventuale occupava un intero moggio.

Piazza D. Cirillo - scorcioSoppresso dall’amministrazione sabauda,  nel 1868 fu abbandonato dalle monache e mutò destinazione d’uso in quanto sede del nuovo ginnasio pubblico.
Nei primi decenni del Novecento il lato orientale fu oggetto di demolizioni per consentire l’ampliamento dell’O.P.G.
Nel 1960 la chiesa fu sconsacrata e tre altari marmorei e cinque dipinti di Sebastiano Conca furono trasferiti a San Michele. La singolare articolazione planimetrica del nuovo complesso, determinata da ampliamenti progressivi, si sviluppa intorno a due chiostri che incorporano la chiesa. Il chiostro grande presenta una successione delle campate definite dall’alternanza di archi a tutto sesto e vani trabeati, con una sopraelevazione di epoca recente. La chiesa, di contenute dimensioni, fu riconfigurata nella seconda metà del ‘700 in chiave tardo barocca, conservando la struttura muraria esistente.

La struttura interna, di gusto fansaghiano (Cosimo Fansago fu un artistaChiesa dello Spirito Santo e Complesso Conventuale attivo a Napoli in epoca barocca), è  una delle più significative interpretazioni dell’architettura tardo barocca aversana, ricca di pregevoli apparati decorativi. Il vano presbiteriale e i fondali delle cappelle laterali presentano decorazioni in stucco per buona parte irrimediabilmente rovinate. La facciata tardo barocca, suddivisa in due ordini, presenta un alto basamento in pietra e coppie di lesene che serrano il portale sormontato da un medaglione decorato con stucchi dove è ancora leggibile il simbolo dell’ordine francescano. Il livello superiore della facciata, anch’esso delimitato da due coppie di lesene che inquadrano un’ampia apertura centrale, si raccorda con la trabeazione inferiore con due volute ma è attualmente privo del cornicione di coronamento. Quest’ultimo, infatti, assieme alle volte a incannucciata e la copertura  crollò in seguito al sisma del 1980.

Chiesa dello Spirito Santo - interno con la volta crollataLa chiesa e una parte del complesso monastico vigono in condizioni di scandaloso abbandono e hanno subito, purtroppo, danni irreparabili a causa delle infiltrazioni di acqua piovana dovute alla prolungata esposizione alle intemperie. Le condizioni del complesso, inoltre, sono degenerate notevolmente anche a causa di ulteriori “offese” causate dall’incuria e da ripetuti atti vandalici che hanno rovinato i battenti lignei del portone settecentesco e il pavimento in maiolica del XIX sec. della sagrestia. Il vano interno della chiesa, ormai completamente privo di copertura, è inaccessibile in quanto del tutto coperto da rovi.

Risale a Febbraio 2013, inoltre, il crollo delle arcate del complesso conventuale: Complesso Conventuale Spirito Santol’evento non  ha causato danni a persone ma la perdita irrimediabile delle arcate di un edificio di notevole importanza storica ed architettonica. Conseguentemente al crollo, il muro di prospetto dell’ex Chiesa dello Spirito Santo ha subito un distacco dalla struttura portante dell’edificio.
Ad Aprile 2013 la sovrintendente per i beni architettonici delle Province di Caserta e Benevento ha concesso il permesso per l’avvio dei progetti di restauro della Chiesa nell’ambito del Programma PIU Europa, un progetto comunitario che prevede ingenti lavori di riqualificazione dell’area e del complesso storico e che mira ad adibire l’ex chiesa a  sede della costituenda Fondazione Cimarosa.

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